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Perché tutto questo rancore nei confronti di Dalla?

6 Marzo 2012 alle 14:00

Provo una quasi reattiva risposta all’indignato sconcerto del Direttore. Con Hahhah Arendt, e poi con Dalla stesso. Arendt osserva che caratteristica dell’uomo moderno è un rancore contro la “realtà del dato”, contro “tutto ciò che gli è donato, compreso la sua propria esistenza”, contro “il fatto che egli non è il creatore dell’universo, né di lui medesimo”; l’uomo è portato da questo rancore “a non vedere né senso né ragione nel mondo tal quale esso si dona a noi” per cui “proclama apertamente che tutto è permesso ed egli crede segretamente che tutto è possibile”. Meglio ancora lo stesso Dalla rispondendo alla domanda in Videochat con Vincenzo Mollica l’11.11.2011: “Dove prendi la voglia di andare sempre avanti?” Risposta (trascritta da me dal video): “Dalla vita, ragazzi, dalla vita! Io credo che la vita abbia proprio già nella semplice esposizione di se stessa, ancora prima di viverla, di entrarci dentro, ognuno nella sua vita, sia proprio l’indicazione proprio di questa relazione continua con lei, tra noi e lei, tra noi e gli altri; la vita è un esempio… anche la vita dolorosa, naturalmente non posso andare agli estremi, però ogni vita in sé ha proprio le ragioni stesse per farsi vivere. Quindi questo tipo di energia, la passione per il lavoro, la passione vera è quella di stare insieme a voi, cioè di essere sempre in mezzo alle cose, di ascoltare il modo di parlare della gente, di sentire le altre musiche; non c’è una musica che mi piace, mi piace tutta la musica, non c’è una pittura… tutta la pittura. Ma soprattutto non c’è una vita che mi piace, mi piace lei, la vita!”. Verso un uomo così o si prova amore, come quello della gente, oppure si brucia di un rancore da fargli pagare, vilmente, questa positività anche dopo morto.

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