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Io, mansueto ignorante

6 Marzo 2012 alle 12:15

Io, mansueto uomo di mondo dai capelli bianchi, sono talvolta messo in forte imbarazzo da alcune dotte persone che mi apostrofano, dall’alto della loro conoscenza di scritti e pensieri altrui, con termini bizzarri, non certo offensivi: niente di quel che dicono costoro potrebbe offendermi. L’ultimo in ordine di tempo è il signor Francesco Berardino da Foggia, pardon, forse dovrei chiamarlo “maestro”, “vate”, “sua onniscienza”, “giudice infallibile”: fate voi. Costui mi apostrofa “povero credente ignorante” cercando di ispessire la sua profondità filosofica con l’appoggio della maggioranza degli scienziati, i quali, a parer suo “sono certi al di là di ogni ragionevole dubbio: il Creatore non esiste”. Ohibò, mi sorge il dubbio che equiparare l’incapacità di dimostrare l’esistenza di Dio all’averne dimostrato la sua NON esistenza sia tutto ciò che di più lontano dalla scienza possa esserci, ma questa è una mia ignorante supposizione, perciò sarebbe superfluo disquisirne. Quello che invece gli scienziati che contestano l’esistenza del Creatore devono essere in grado di fare è scegliere fra queste due affermazioni: tutto ciò che è diverso dal nulla (che chiameremo materia per comodità di comprensione) è eterno; dal nulla si può autocreare qualcosa di diverso dal nulla. Se gli uomini di scienza non sono in grado di fare alcuna di queste due affermazioni e di dimostrarla scientificamente (cioè con un esperimento ripetibile) io, ignorante, affermo che Dio è eterno e ha creato la materia dal nulla: e li sfido a contestarmelo in modo scientifico.

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