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Dalla, Chiesa e compagni

6 Marzo 2012 alle 15:30

Non lo sapevo gay, non mi interessava niente di lui, neanche che era comunista e per giunta cattolico, benché sarebbe stato facile arguirlo. Non ha accompagnato i miei anni verdi, ma ho dovuto subire come tanti forse le sue banali melodie e i suoi testi pedestri che esprimevano la superficiale sensibilità delle ottuse masse moderne, spacciati per arte. Era un loro eroe e quindi… E’ comprensibile, ma non meno urtante, che la Chiesa un po’ ci abbia speculato anche a fin di bene e, benché mal espressa ed imprecisa, la confusa tirata dell’Annunziata ha qualcosa di vero. Un quasi funerale di Stato, stato per quello che oggi esso significa in Italia, è comunque alquanto antipatico anche per una persona che si dice essere stato tanto amato da generazioni di italioti. Qualcuno qui a HPC e fra la redazione ha spento qualche sincera lacrima, e vabbé; e detto pure che con lui se ne va una parte di noi e dell’Italia. Bene, poiché il bel paese secondo molti, e qui mi ci metto anch’io, è da decenni in miseria morale con lui se n’è andata anche un po’ di questa ed io che non sto nel “noi” non lo piango.

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