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Debito pubblico tedesco 2

4 Marzo 2012 alle 12:00

Secondo la Fondazione tedesca Marktwirtschaft (economia di mercato), che riunisce personalità del riformismo liberale tedesco, l’Italia risulta prima per sostenibilità del debito pubblico. La Germania viene seconda, la Francia addirittura quinta. La Fondazione ha valutato la rispettabilità nazionale, distinguendo tra debito pubblico esplicito e implicito. L’Italia viene premiata perché il divario di sostenibilità tra i due indici è “il più encomiabile”, e Roma ha un fabbisogno di consolidamento di appena il 2,4 per cento. Il problema dell’Italia, secondo Bernd Raffelhuschen, promotore della ricerca, è la “spesa molto ingente per pagare gli interessi sul debito”, altrimenti Roma “avrebbe una posizione molto solida”. Per quanto riguarda la Germania, sottolinea Raffelhuschen, ha il debito pubblico maggiore in Europa: 2080 miliardi, secondo Eurostat, pari all’83,2% del prodotto interno lordo. Angela Merkel “predica l’austerità agli europei, ma la Finanziaria 2012 prevede un aumento del deficit da 20 a 26 miliardi”. Andando a sommare a questi dati le passività della KFW , l’istituto di finanziamento pubblico tedesco, ed includendo anche la parte di spesa pubblica derivante da pensioni e servizi sociali il debito pubblico tedesco schizzerebbe alla iperbolica percentuale del 197% del PIL, 7000 miliardi di Euro! Questa sarebbe la virtuosa Germania che impone sacrifici a tutta l’Europa pur di difendere la sua credibilità e continuare ad avere la fiducia dei mercati a scapito di tutti gli altri.

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