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Tutti per l’Italia o no?

3 Marzo 2012 alle 13:00

Faccio fatica a pensare di votare un partito che ingloba Fini e Casini. Però la politica è l’arte del possibile, come si dice. I cartelli elettorali maggioritari, senza una revisione istituzionale e costituzionale si sono dimostrati un fuoco di paglia. Molto apprezzati dagli elettori, che desiderano un quadro chiaro ma disattesi da minoranze politiche. “Tutti per l’Italia” funzionerà se poggerà su basi solide; se non avverrà ci troveremo nella situazione di prima, dove personalismi, neo partitini e talvolta “gruppetti freak” di varia estrazione potranno agevolmente far cadere governi e girovagare per l’emiciclo da una formazione all’altra. Mi consola il niet di Casini; tuttavia trattandosi di un democristiano doc, diventa difficile capire se il suo “no è no”. Altre menti, più raffinate della mia potranno intendere meglio. L’unica cosa certa è che la democrazia precaria, perennemente in conflitto, impossibilitata a decidere e a mio avviso oligarchica, oltre a non essere democrazia compiuta, si è rivelata un danno economico (per noi comuni mortali) e non possiamo più permettercela.

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