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Scelte di vita e violenza

2 Marzo 2012 alle 20:00

Concordo che ognuno debba essere libero di vivere ai margini della modernità, se è ciò che desidera, ma vive comunque dentro la democrazia. Anche in Val di Susa. Il processo democratico ha condiviso di dar seguito e costruzione al progetto Tav, stiamo parlando di una ferrovia, e quindi a maggioranza si è deciso di avviare i cantieri. Non esiste che una minoranza, con tutte le proprie ragioni, faccia violenza ai danni della comunità intera, compresi i camionisti fermi per giorni, i poliziotti di stanza in Val Susa, i cittadini come me che vorrebbero veder finito quel lavoro, per evitare che l’opera venga fatta “nel proprio giardino”: è sempre meglio quello di un altro! Un’ultima considerazione: sono molto cattiva e fuori strada se nutro il dubbio che il traffico camionale a quella comunità dia molto più guadagno che non quello ferrocarrile? Non può essere un motivo aggiuntivo alla protesta alla faccia dell’ecologia?

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