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Se le parole hanno un valore

1 Marzo 2012 alle 13:00

A fronte di sconsiderati atti di violenza ci si scandalizza subito. Molto, ma molto meno per la violenza verbale. Eppure le immagini di quel giovane barbuto che insulta un carabiniere, silenziosamente immobile al posto assegnatogli, sono l’immagine della violenza carognesca e più infame. Io insulto te, carabiniere, offendendo il tuo ruolo di difensore dello Stato, di persona che ogni giorno fatica e si espone anche alla morte, che percepisce poche lire per il compito che ha, t’insulto, dicevo, sapendo che tu non puoi reagire. Quindi chi insulta è un vigliacco. Senza coraggio. Spera solo che il carabiniere si abbassi al suo livello. Magari muovendo solamente il capo od un braccio. Il vigliacco barbuto lo aspetta per farsi martire. In questo paese tutti diventano martiri di qualcosa. Basta che si rivoltino contro lo Stato. Oggi, sentendo o leggendo dei No Tav, qualcuno parla del disagio sociale e via ballando, nel senso di balle davvero. Ma i giovani che oggi protestano sono figli, mentali, degli studenti che negli anni settanta sputavano ai giovani poliziotti di San Babila e piazza Duomo a Milano. Tutti ricordano Pasolini, a sinistra poi, ma nessuno è capace di prenderne il posto per difendere poliziotti, carabinieri e le forze dell’ordine tutte che ci proteggono e vigilano sulle nostre vite. Vergogna.

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