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Costa Italia: dalla Val Susa all’India, rotta verso l’abisso

1 Marzo 2012 alle 15:00

Nel generale mare di desolazione che attanaglia la Penisola, due sono le vicende che seguo con apprensione e che mi paiono significativi indicatori di criticità: la guerriglia in Val Susa e la prigionia dei nostri marò in India. Entrambe mostrano lo sfaldamento della sovranità italiana, e svelano un governo incapace e rinunciatario di fronte ad un movimento eversivo sempre più massiccio e massivo, che promette di propalare suoi focolai su tutto il territorio, mentre a livello internazionale una “grande nazione amica” ci umilia e si prepara a colpirci nei nostri soldati con un pretesto che ricorda quello che il lupo usò con l’agnello. Intanto il Monti partorisce il topolino delle liberalizzazioni e rassicura che alzerà le tasse indirette, visto che su quelle dirette non v’è certezza di esazione. E le banche, salvate con soldi dei contribuenti al tasso dell’uno per cento, usano quei denari per speculare, o prestandone un poco ad usura. Il Preside del Consiglio, paracadutato nel ruolo chissà come, mi pare sempre più un Liquidatore, maggiormente interessato a racimolare soldi per i nostri creditori internazionali che a governare il Paese.

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