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Pubblica dissociazione da Vietti

29 Febbraio 2012 alle 18:45

Mi dissocio pubblicamente dall’articolo di Vietti su Buffon. Nessuno potrà assoldarmi dalla parte del pur bravo Vietti e Buffon e l’onore, ad oggi, è una delle poche cose rimaste. Invocare esempi passati, il moralismo intermittente, il valore di un giocatore… non sono ragioni valide per non condannare pubblicamente e decisamente una brutta e grave affermazione. Quel che ha detto Buffon, non nuovo pare a certi infortuni (dichiarò sembra un diploma non ottenuto, fece altre dichiarazioni infelici), è brutto ed immorale, che spesso è peggio che illegale. Il fair play può non essere imposto per legge ma giustificare il suo contrario è un contegno poco civile e diseducativo. A me sarebbe piaciuto che Buffon non avesse detto quelle parole e, soprattutto, che sentisse in cuor suo l’istinto insopprimibile di aiutare sempre l’arbitro. Ma forse hanno sbagliato i miei genitori. Se poi a qualcuno piace godere con un gol fantasma a proprio vantaggio amen. Ma grazie a Dio non sono tenuto a sopportarlo in silenzio ed a giustificarlo. Come quando l’ottimo Crippa scrisse positivamente di un naso rotto o l’ex bella promessa Ferraresi una sciocca banalità dopo la cattura di Obama. Molti lettori del Foglio apprezzano il fair play in campo. Non per moralismo, non perché educande (categoria in via di estinzione ma non per questo meno degna) o temano una visita del Pm, ma perché un campione che parla serenamente con l’arbitro e l’aiuta a decidere a suo svantaggio è semplicemente… bello. Immaginate la scena di uno scudetto deciso da un goal fantasma annullato con la collaborazione di Buffon. Nessuno sarebbe ridotto sul lastrico ma piuttosto sarebbe gloria immortale per Gigi. Pensate l’orgoglio della bella Seredova e dei figli. E quale riscatto per la Vecchia Signora sospetta. O quale serena soddisfazione per uno vinto col bel gesto! Il bel gesto non è del Pm, del prete, dell’editorialista, è per ogni uomo di buona volontà. Ma ormai chissenefrega della vonbalthasariana Gloria, vero?

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