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Un altro 8 settembre, secondo Marcenaro

24 Febbraio 2012 alle 12:30

L’asse Londra-Roma-Amsterdam per rilanciare lo sviluppo in contrasto con l’asse Berlino-Parigi è un evento meraviglioso, a mio giudizio. Sarà che sono filo anglosassone da sempre, sarà che non ho in grande stima il modello tedesco, sarà che la Merkel mi sta un poco antipatica, ma questo “8 settembre” mi piace e tanto. La mitica culona veste come un filo cinese anni settanta, sembra il dottor No di “Licenza d’uccidere” perché ha vissuto per anni nella DDR, la versione di sinistra del Nazismo. Un tedesco per ridere deve ubriacarsi allo stremo, a noi basta un bicchiere di lambrusco. Spezzeremo le reni alla Grecia, lo disse quel coglione della buonanima, ma oggi l’hanno messo in opera i prussiani. Noi ci lasciamo incantare dall’altro, come la Germania, per scoprire che l’altro o comanda o ti “fa fuori” e quando lo scopriamo mettiamo qualche pezza. Alla mini intellighenzia nostrana piace, ad esempio, una legge elettorale alla tedesca, quando nei comuni vige il doppio turno alla francese, che funziona: non fosse stupido direi che il problema è metafisico. Questo suggerisce che siamo fatti male; che ci facciamo con i tedeschi così perfetti che dicono solo nein e guardano i liberti latini con compassionevole superiorità? Fintanto che non avremo una solida strategia, l’8 settembre rappresenterà la via di fuga per non morire. E’ la conseguenza del nostro vivere alla giornata, il carpe diem della politica. Monti, onere al merito, se n’è accorto in cento giorni e non è poco.

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