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Correlazioni

24 Febbraio 2012 alle 08:45

Se chi è ricco o molto agiato lo è per merito delle sue capacità e delle attività svolte con successo, allora la stragrande maggioranza di cittadini di questo Paese, chi versa in difficoltà economiche talora drammatiche, chi perde il posto di lavoro o non riesce a trovarlo, è da considerarsi un incapace e un fallito. Se si considerassero, in aggiunta ai redditi dei ministri, le loro ascendenze familiari, professioni, redditi e rendite aviti, quanti ne troveremmo di provenienza popolare o anche solo medio-piccolo borghese? Azzardo: nemmeno uno! Sarà un caso. Se fossimo in un Paese “meritocratico”, allora si potrebbe azzardare la correlazione tra doti e meriti individuali e successo nella professione e nella vita, ma in un’Italia dove vige il più ferreo principio familistico, chi non è “ben nato” può aspirare, al più, a tirare a campare. Basta con certe ipocrisie, non siamo in Usa! La ricchezza è malissimo distribuita proprio perchè non è garantito per nulla che chi ha capacità, meriti e volontà, riesca a sollevarsi, anche solo di poco, dalla posizione in cui ha avuto al ventura di nascere.

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