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Fassina inguaia Bersani

23 Febbraio 2012 alle 16:15

Olim si diceva “Nessun nemico a sinistra” oggi si dice “Nessun nemico a sinistra ma neppure a destra”. Ovvio, il Pd li comprende ambedue e li teme entrambi. A sinistra sembra sfuggire che senza la colla dell’antiberlusconismo Pd e IdV e Sel non possono, politicamente, stare insieme. Poiché Berlusconi ha ormai chiarito che non si presenterà a candidato premier e la quasi certa condanna in primo grado che incombe da Milano lo ribadirà, i motivi per l’alleanza sono quelli della sopravvivenza. Condizione ad alto rischio, complicata dal fatto, oltre le beghe interne, che la sinistra radicale e i movimenti antagonisti pretendono la loro parte. Chi pensa che siano pronti e disposti a sacrificare le loro aspirazioni in nome dell’unità della sinistra, ha capito poco o nulla. A pagare sarà solo il Pd. L’illusione di Fassina e altri che partecipare allo sciopero Fiom, possa scongiurare l’evenienza, offende la loro lungimiranza politica. Ma tant’è. L’unica chance per il Pd di diventare partito di governo è di vestirsi di abiti montiani. Più montiani di quelli di Berlusconi. Una gustosa lotta. Parlare e disquisire di alleanze e coalizioni senza la certezza di quale legge elettorale sarà in vigore al momento del voto, 2013, è solo un passatempo innocuo. Il problema di fondo, se poi vogliamoci girarci intorno, facciamolo pure, è cosa farà di approvato legislativamente, il governo Monti e, come lo farà. Ne riparleremo a Aprile, a fine Giugno, con un ritocco a Novembre quando scatterà il semestre bianco.

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