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Tra rating e spread considerazioni di economia domestica

16 Febbraio 2012 alle 16:30

Se lo Stato (per autoalimentarsi e pagare la sua autoalimentazione) preleva il 60 per cento del duro guadagno, se le banche per “aiutarti” ti chiedono tra il 9 e l’11 per cento di interessi sul fido (e guai ad andare fuori fido! Arriviamo al 15 per cento), se, insomma, tre quarti del guadagno se ne va in tasse trasversali; se, infine, ciò che serve per lavorare (l’energia) aumenta in maniera sproporzionata tra accise e speculazioni varie… se, inoltre, ciò che serve per vivere (alimentari ecc.) aumenta in maniera folle, qualcuno mi spiega perchè necessitiamo di un governo tecnico o di una agenzia di rating per certificare il default de iure e de facto dell’Italia? Se default deve essere che default sia… ma per tedeschi e francesi (e loro complici occulti, i democratici americani!).

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