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Olimpiadi, il rimpianto

15 Febbraio 2012 alle 14:30

E’ triste vedere come una decisione così emozionale sia stata presa da una sorta di contabile, uno che non traspare emozioni se non quando ossequia i grandi della terra, a cui aspira egli stesso di appartenere. Sì, caro professor Monti, se questa è l’Italia che spera di lasciare ai giovani e ai bambini di oggi, si sbaglia di grosso. I giovani hanno bisogno di emozioni, di essere orgogliosi della propria patria, di vedere eventi all’altezza delle loro aspirazioni, altrimenti i più brillanti decideranno di andarsene e rimarranno i più sfiduciati non in grado di portare la giusta dose di progresso e spirito di sana competizione. L’austerità non è privarsi di tutto, ma lottare a testa bassa per sconfiggere le ingiustizie e creare un futuro sostenibile ma attraente per i giovani di domani. Un’Olimpiade per alcuni è un costo da evitare, una seccatura capace solo di creare clientelismi, appalti truccati, cattedrali nel deserto, tutti elementi curabili con la giusta dose di buona volontà e impegno, mentre per altri rappresenta un sogno da regalare ai figli del domani. Rinunciare così mestamente significa darla vinta a chi le piaghe della corruzione descritte sopra le perpetua da anni e riconoscere che tali piaghe sono solo dei mali incurabili della nostra Italia in disfacimento. I miei figli la ringraziano, caro professor Monti.

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