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Riconsiderare le situazioni a rischio con umiltà

13 Febbraio 2012 alle 15:30

Non ricordo se fosse il ‘57 od il ‘58, quando vidi i primi adesivi sulle auto con le prime stelle e l’acronimo E.U.. Allora si poteva percepire un lieve senso di unione maggiore con gli Stati confinanti. Elogiamo la Germania che ha saputo restringere le corde della borsa, lavorando anzitempo, per evitare crisi maggiori, ma consideriamo altresì che, nel cambio di moneta, non ci ha rimesso nulla essendo il marco, il parametro guida e di riferimento. Stranamente, di qua delle Alpi, non s’udirono lamentele sulle restrizioni o imposizioni fiscali: possibile che solo alcuni stati non siano felici di pagare la leggerezza, per non dire peggio, delle strategie economiche ed Europee adottate dalla C.E.? Essere orgogliosi può essere comprensibile, ma non quando potrebbero esserci delle vittime. Ora si parla tanto di Grecia: possibile che se non si eseguono gli ordini superiori del regime, un Popolo che non c’entra nulla debba rischiare la vita prevedendo che, tanto, la vita, sarà annullata dalle restrizioni? Ho la percezione che questo gioco di strategia economica incardinata su tagli, restrizioni ed imposizioni, avrà un esito tutt’altro che prevedibile da chi sperimenta a tavolino strategie – violente – tese all’annullamento della persona e scaturenti da errori: loro.

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