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La gente, la crisi europea e l'assurdità del finanziamento pubblico dei partiti

13 Febbraio 2012 alle 19:40

Non so se i nostri politici ed i nostri giornalisti si stiano facendo un’idea dell’aria che tira tra la gente sulla crisi della Ue e su quanto sta accadendo in queste ore in Grecia e domani forse in Portogallo e chissà dove ancora. Per avere il polso della situazione bisognerebbe farsi quattro chiacchiere con i moderati (che non facciano parte della nomenclatura) o consultare pagine Facebook vicine all’area moderata. Le manifestazioni in Grecia ed in Portogallo e, quello che sconcerta, anche le violenze, spesso vengono, se non giustificate, almeno capite dalla maggior parte delle persone. Questo dimostra che anche da noi sta aumentando in modo vistoso lo scollamento tra popolo e istituzioni. La gente ritiene di non essere più rappresentata. Il difetto di rappresentanza politica può costituire una scorciatoia verso la comprensione e la giustificazione delle manifestazioni di intolleranza. Il governo Monti può fare molto per evitare questa deriva, contribuendo in modo determinante a far ritrovare la fiducia nelle istituzioni. Molti aspettano che il presidente/professore dia un segnale sul taglio radicale della spesa pubblica non qualificata. Altrimenti, tra sei mesi, il governo dovrà di nuovo intervenire su tasse, pensioni e stipendi. Su questo Monti si gioca il consenso ed anche la credibilità. La mia umile proposta è che inizi subito ad inviare un segnale, con un decreto legge che abolisca ogni forma di finanziamento pubblico dei partiti. Se il parlamento non lo approvasse, potrebbe sempre dire che ci aveva provato e ne uscirebbe a testa alta.

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