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Il potere delle parole

9 Febbraio 2012 alle 08:00

Ho l’impressione che l’uso gratuito di parole sconce nel linguaggio pubblico – giornalistico, cinematografico, teatrale, politico – abbia raggiunto una flessione di frequenza. Credo che il punto di svolta si sia avvertito, almeno nel linguaggio giornalistico, per l’impiego del raccapricciante sostantivo “porcata“ attribuito alla legge elettorale vigente dal suo stesso autore, sen. Calderoli. Questa raccapricciante definizione attribuita alla propria creatura deve essere stata insopportabile per la gente, già disgustata dall’uso spregiudicato della parola “inciucio”. Specialmente pensando che questa “porcata” aveva sostituito la vecchia legge, denominata elegantemente “mattarellum” dal professor Sartori in omaggio all’autore on. Mattarella. Questa vicenda dimostra come le parole abbiano un loro intrinseco potere che le salvaguarda dall’uso improprio degli uomini sprovveduti.

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