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Il colore di Monti

9 Febbraio 2012 alle 18:30

La sintesi del governo Monti è che aumenta le tasse e mantiene inalterato il sistema che ha prodotto il debito pubblico. Il colore politico è tendente al rosso: tasse, mai così alte, tagli alla spesa corrente prossima allo zero. Le liberalizzazioni: un compromesso di stampo “democristiano”, vale dire che non sono liberalizzazioni. Il decreto svuota carceri: mi trovo in sintonia con Di Pietro (la qualcosa è singolare) che afferma l’assenza, come in tutti i governi, di un piano carceri. Questo periodicamente produce indulti e quant’altro deprimendo la giustizia e chi all’interno delle carceri vive situazioni intollerabili. L’articolo 18 sembra bandiera di destra. Però con il livello di tassazione attuale la tendenza sarà di uscire dall’Italia non di restare. Quindi il bonus competitivo che la soppressione dell’articolo introduce è vanificato dalla situazione non competitiva del sistema paese. L’articolo è una bandiera un poco per tutti: per i cosiddetti liberali che aumentano le tasse e per i comunisti alla Camusso. Troveranno un onorevole compromesso storico sul tema.

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