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O' nciucio degli Inciucisti

8 Febbraio 2012 alle 15:00

L’inciucio (napoletanamente pettegolezzo), aleggia suadente sul panorama elettorale della nostra democrazia, l’intruglio alcolico degli addetti alle mescite è in travaso, molti barman dei night-club offriranno i loro miscugli per accattivarsi gli apprezzamenti in degustazione: fra qualche ora saranno tutti brilli o distesi sotto i tavolini presi dai fumi di Bacco. L’operazione procede rapida, gli invitati sono già nel salone delle feste (non è quello del Titanic, purtroppo), il sottofondo è ovattato da una musica sincopata anni “50 New Orleans”, eco del mago del sassofono e clarinetto Sidney Bechet, note fascinose che sdilinquiscono il core. Sapori antichi, per il palato e per la memoria. Non siamo al Massimo Troisi, non si “Ricomincio da tre” (1981), siamo daccapo, le solite note già orchestrate che ritornano nuove come leitmotiv dell’ennesima legge elettorale: una barzelletta già risibile. Sembra l’eterno gioco delle tre tavolette: questa vince, … questa perde, … il banco vince!

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