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Economia sommersa, contante, articolo 18

8 Febbraio 2012 alle 15:51

Non sono i giovani a dover disabituarsi all’idea del posto fisso, ma è il governo a dover attuare politiche di restrizione e regolamentazione dell’intervento pubblico. Questo almeno è ciò che la teoria e la pratica suggeriscono. Tuttavia, sappiamo bene che nel nostro Paese la logica fa spesso a pugni con la realtà: una cosa che parrebbe semplice diviene complicata, e viceversa. Un esempio? Lo scorso novembre allorché si decise di regolamentare l’uso del contante, non vi furono annunci preventivi di nessun ministro, e si fece il provvedimento legislativo in tempi brevissimi. Oggi, al contrario, assistiamo a dichiarazioni continue in favore della flessibilità e contro il posto fisso. Lo sconcerto che si ricava da ciò, è che per la nostra classe dirigente sembra sia più facile toccare l’economia sommersa, andando a toccare (nel Mezzogiorno, ma non solo) gli interessi della criminalità organizzata, che non modificare un articolo dello Statuto dei lavoratori. Paradossale: si ha paura più del mite studioso Gino Giugni che della mafia.

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