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Fermata d’autobus

30 Gennaio 2012 alle 21:26

Mi è capitato, giorni addietro, di incontrare il mio vicino di casa, quello con cui non parlavo mai. Chiacchierando amabilmente, all’ombra della pensilina uno del tram delle valli, abbiamo scoperto di aver entrambi deciso di rinunciare ad avvalerci dell’automobile per i piccoli spostamenti, causa i recenti rincari. Ed è sempre a causa di questo impedimento che ho riscoperto le ‘piccole’ gioie del supermercato dietro casa: cordialità e simpatia… e belle hostess di cassa! Svolgendo alcune ricerche, ho appreso che, nel ’71, i commercianti si erano riuniti in un’associazione che nell’interesse di categoria si era opposta all’apertura dei grandi centri commerciali. Questa presa di posizione era forse anacronistica. Decreti più recenti, tuttavia, hanno abolito l’obbligo di una distanza minima fra due centri valutata in base ad un criterio di proporzionalità correlato al bacino potenziale di clienti; come conseguenza il compratore è confuso da un’offerta sempre crescente ed incontrollata, non in linea con la domanda in costante calo. E così al supermercato dietro casa rimangono: cordialità e simpatia e belle hostess di cassa… e clienti numero due. Senza entrare nello specifico delle medesime, mi chiedo dunque se sia opportuno approvare delle liberalizzazioni (volte a stimolare concorrenza) in una congiuntura di forte recessione.

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