cerca

Spunti da “Niki ma che stai a di’?/116”

27 Gennaio 2012 alle 10:30

“C’è spazio, in questo passaggio storico che è un po’ un momento della verità per le pulsioni illiberali del liberismo, per un pensiero politico-programmatico alternativo a quello dominante, un pensiero critico che non cede alle lusinghe dei populismi e dei primitivismi ma che non rinuncia a dare un giudizio di valore su questo capitalismo finanziario che si nutre e s’ingrassa divorando il proprio medesimo corpo preda di convulsioni”. Così ha parlato Niki. Proviamo a cambiare qualche parola, poche, lo datiamo 1986 e, rileggiamolo: "C’è spazio, in questo passaggio storico che è un po’ un momento della verità per le pulsioni illiberali del comunismo, per un pensiero politico-programmatico alternativo a quello dominante, un pensiero critico che non cede alle lusinghe dei populismi e dei primitivismi collettivi ma che non rinuncia a dare un giudizio di valore su questo statalismo coatto che si nutre e s’ingrassa divorando il proprio medesimo corpo preda di convulsioni”. Se quattro parole diverse danno luogo a due costrutti lessicali ugualmente congrui e comprensibili, seppure riferiti a situazioni che più opposte non si può, significa che tutto il fascinoso eloquio vendoliano è roba riciclata, una foglia di fico, un luccichio per menti deboli. Oppure paradossalmente, che si parla della stessa identica cosa, usando nomi diversi. Come se i nominalismi potessero cambiarne la sua propria natura. Che è quella dell’uomo. La nostra.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi