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Tutto a posto, niente in ordine

25 Gennaio 2012 alle 14:00

Chiunque abbia lavorato in qualche azienda conosce il “trade off”. Significa che un prodotto, supponiamo molto conosciuto, sostiene aumenti di prezzo non oltre una certa soglia, dopo perde inevitabilmente volumi. Il Gasolio per trasporto è in situazione analoga, ma essendo prezzo di fatto imposto con accise fuori del mondo, crea scioperi a catena che mettono o metteranno in ginocchio l’economia, se non si daranno giuste risposte. La benzina e il gasolio costano più del Lambrusco acquistato nelle cantine sociali. E’ un assurdo. Nessuno può essere d’accordo con le violenze, ma il governo deve abbassare il prezzo, perlomeno ai trasportatori che vivono sulla strada e non possono sostenere questi aumenti. La famosa tassa sul tè, origine della rivoluzione americana, docet. I farmacisti (ventimila voti) giocano sull’idea che sono presidio medico. Ma dove? Forse nei paesi sperduti dell’Appennino. Il Farmacista è un venditore di scatole e fiale, con nomi strani, ma può farlo chiunque sappia leggere e scrivere, poiché è da almeno sessant’anni che non “fabbrica lui il farmaco”. Risultato: aumentano il numero come per i notai, e non è per niente una liberalizzazione. Abbiamo avvocati che non sono in grado, e affermano che è impossibile, di fare un preventivo al cliente. Perché in Inghilterra sono capaci e qui no, non lo spiega nessuno. Minacciano scioperi, e chi se n’accorge, se per una causa banale passano dieci anni? Un mese in più o in meno non cambia nulla. Qualcosa mi dice, e spero di sbagliarmi, che troveranno il modo di accontentare questa lobby di centotrenta avvocati in parlamento.

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