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Der Spiegel spekulant

25 Gennaio 2012 alle 15:30

Siamo arrivati alla barzelletta famosa dei tre campioni: un tedesco, un italiano e un francese, che gareggiano a chi la dice più grossa contro il parente europeo. Se a raccontarla sono gli italiani i tedeschi ci fanno una brutta figura, se la racconta un tedesco a uscirne male sono gli italiani e così si ride, ma il riso stesso testimonia dell’espediente semiserio per rafforzare lo spirito patriottico. Se lo Spiegel sostiene che tutti gli italiani sono dei piccoli Schettino, gli italiani possono controbattere che i tedeschi sono tutti Sturmtruppen, kapò, aguzzini, innominabile vergogna del secolo passato e via di seguito. Che un settimanale autorevole di opinione ricorra a tali semplificazioni la dice lunga sulla cultura tedesca, che non sembra quella che ammiriamo nelle scienze e nella filosofia. E’ stata essa che ha insegnato al mondo intero che la ragione indistinta è "la notte in cui tutte le vacche sono nere", ma i geni di una nazione non possono impedire che la loro discendenza devolva e divenga stupida, come è accaduto a loro con il nazismo e agli italiani con il fascismo, solo che noi siamo ritornati alla nostra vocazione di viveur mediterranei e loro rischiano di ricadere nell’odium generis humani, da cui proprio l’Europa li ha salvati.

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