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E grazie, poi, a chi lo dico?

23 Gennaio 2012 alle 14:00

Sean Carrol, leggo su il Foglio di sabato 21 gennaio, un brillante scienziato candidato alla top ten mondiale degli atei, nel suo recente libro: “La freccia del tempo”, in sostanza ci dice che non è il caso di scommettere che la scienza non sia prima o poi in grado di spiegare tutto. La prova? La Scienza oggi si dice pienamente d’accordo con quello che nel 460 a.c. ha scritto Democrito, nei momenti, come lui stesso ammette, di "intervalla insaniae": la realtà è fatta di atomi. Fra altri duemila e cinquecento anni anni probabilmente analoga ineludibile conclusione. Però un qualcosa mi manca in questa riduzione del “gran mare dell’Essere” a un lego democriteo di mattoni: a chi dire “grazie!”.

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