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Liberalizzazioni? Ridicole

20 Gennaio 2012 alle 19:00

Se fanno sul serio, chapeau! Ma nel testo del decreto sulla cosiddetta fase due sfido chiunque a trovare qualcosa di serio. E’, in realtà, tutta una retromarcia, o meglio una marcia stanca, scalcagnata, fuori tempo, assolutamente ridicola. Quel poco che si era riusciti a fare sulle assicurazioni è stato cancellato. Niente farmaci di fascia C venduti liberamente. Niente scorporo di reti di energia. Si fa poco persino sulle autostrade ed il tetto alle tariffe. Niente nuove farmacie e nessuna libertà di professioni. Addirittura niente liberalizzazione delle aperture di nuove attività commerciali. Nemmeno un rigo sulla necessità di liberalizzare il trasporto delle merci – l’urlo dalla Sicilia spaventa tutti! Sembra, tuttavia, che il problema della credibilità dell’Italia a livello internazionale sia racchiusa esclusivamente nella necessità di liberalizzare il trasporto taxi in due o tre grandi città italiane. Giusto per non far perder tempo ai liquidatori internazionali quando all’aeroporto di Roma o Milano dovranno celermente prendere un taxi per arrivare in tempo a sancire la fine di questo Paese.

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