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Cilicio per tutti noi italiani

20 Gennaio 2012 alle 17:15

Siamo alle solite. Gli italiani questo, gli italiani quello, tutti a descrivere il carattere degli italiani, ovviamente di quanto siamo, come minimo, limitati e sotto-acculturati, per non dire inaffidabili, beceri e ... badogliani (gli inglesi avevano inventato un verbo: to Badoglio). Naturalmente chi parla o scrive non è così, lui sulla nave avrebbe fatto ben altro, sarebbe stato kalos-kai-agathos. Credo che, dal ritenere che un popolo possa essere rappresentato come una marmellata omogenea, emani un leggero lezzo di razzismo. Io faccio parte della mia gente, dell’Italia, e non credo possibile per nessuno classificarmi per dove sono nato, bensì per quel che sono. Ho certo molti difetti, ma non ha mai fatto, e come me centinaia di collaboratori e decine di colleghi che conosco, scene per stupidità o vanagloria: e ho gestito unità che potevano sprigionare grandi energie. E poi perché questa aggressività rivolta contro noi stessi; perché non ricordiamo i disastri del golfo del Messico degli americani, piuttosto che le protesi cancerogene dei francesi. La responsabilità, mi ha insegnato da ragazzo mio padre che era militare di marina, è individuale. Perciò, semplicemente, essendo italiano non accetto di essere classificato da nessuno. E il coraggio o la vigliaccheria, si annida in tutti noi, a seconda del momento e delle situazioni, italiani, inglesi o ostrogoti

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