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Cambiamenti necessari

20 Gennaio 2012 alle 15:45

L’Italia è notoriamente un paese restio ad ogni tipo di cambiamento, essendo tra l’altro al 92° posto al mondo nel campo delle liberalizzazioni, dietro a molti paesi del terzo mondo. Suggerirei di cominciare da cose molto semplici ed a costo zero e che risparmiano soldi pubblici. Primo: vietare che qualsiasi nome appaia assieme al simbolo del partito, cioè via i Casini, Berlusconi, Di Pietro eccetera, il partito non è mai personale, basta guardare il resto del mondo civile per capirlo. Secondo: limitare la rappresentanza sindacale al di sotto di un certo numero di iscritti, ieri alla negoziazione tra tassisti e governo c’erano venti sigle sindacali (ma siamo fuori dal mondo). Le auto blu solo per le tre maggiori cariche dello stato e per i ministri. Abolizione immediata delle regioni a statuto speciale. Responsabilità civile e penale diretta degli amministratori pubblici. Dimezzamento dei parlamentari e del venticinque per cento dei dipendenti pubblici. Potrei continuare ancora per molto, ma per iniziare basta anche questo.

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