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Ecce Homo

19 Gennaio 2012 alle 18:00

A Milano un Erostrato del teatro vuole portare in scena la profanazione del Volto di Cristo, insozzato con liquami escrementizi e dilaniato da bombe. Subito la giunta comunale da poco eletta ha fatto quadrato intorno al regista e al direttore artistico del teatro, virtualmente schermati dall’appello ragliante alla libertà d’espressione, ultima apologetica del sacrilegio nel tempo del nichilismo ecumenico e umanitario. Asinus asinum fricat, è nella natura delle cose che a un asino segua a ruota un altro asino nella giostra sgargiante dello show business, che non conosce di per sè remore morali o timori religiosi ma intende solo il calcolo del profitto o al massimo la paura della morte. Come chi non ha arte si dedica alla distruzione dell’arte, così chi non ha Dio si dedica alla bestemmia di Dio, pegno dell’impotenza è mutare la pulsione erotica in la pulsione di morte. Da che mondo è mondo l’uomo non ha diritti contro Dio ma solo in forza di Dio, per questo a ogni diritto è connaturato simmetricamente un dovere, chi invece come Vito Mancuso celebra l’idolatria dell’uomo divinizzato può credere che ogni cosa gli sia essenzialmente lecita, il peccato è dimenticato e con esso la dinamica della giustizia metafisica che non lascia nessuna colpa e nessuna bestemmia impunita. Vadano a Teheran o a La Mecca se hanno coraggio, questi impresari e assessori coprofili, ad ostendere lo spettacolo osceno della loro blasfemia! Vedremo allora quanto valgono i loro ideali davanti alla scimitarra di Maometto.

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