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Mr Moody e Mr Poor

18 Gennaio 2012 alle 19:15

Vorrei fare chiarezza su chi siano di fatto le famigerate agenzie di rating che fanno tanta paura agli investitori globali, le fantomatiche Moodys e Standard & Poors. Mr. Moody era un simpatico ometto americano che alle origini dell’industrializzazione, nel lontano 1900, aveva iniziato a analizzare le società operanti nel settore delle infrastrutture ferroviarie, i cui Bond emessi avevano superato le emissioni dello stato federale. Mr Poor nacque dopo ma, di fatto, faceva lo stesso lavoro vendendo agli investitori finali il succo delle sue accurate analisi. Questo modello di business è rimasto intatto fino agli anni 70. Con l’avvento delle fotocopiatrici queste agenzie di rating primitive si erano accorte che i loro fatturati si erano ridotti e pertanto hanno intuito che il loro futuro non sarebbe stato più quello di vendere le analisi agli investitori che ci mettono i propri soldi, bensì quello di vendere il servizio di rating direttamente alle società che avrebbero pagato profumatamente per far parte del club. Tutto il sistema ha iniziato pertanto a basarsi sulla fiducia negli analisti e nella loro indipendenza e autorevolezza. Ma un sistema del genere si presta ad abusi e dipendenze. Le agenzie di rating sono diventate colossi quotati in borsa, e persino magnati come Buffett hanno investito nelle loro azioni per farci soldi, ossia sperare che le stesse aumentino il loro giro d’affari basato sul dare il rating a qualsiasi cosa. La grande crisi dei mutui subprime non è stata prevista, e nemmeno Lehman, per non parlare della crisi sovrana in Europa. Quindi a cosa serve un giudizio lentamente reattivo alla situazione corrente e ai livelli dei mercati finanziari quando agli investitori servirebbe un giudizio proattivo fornito ex-ante (come agli albori dell’industria)? Direi poco o nulla, solo a creare inutili relazioni di dipendenza. Una bella riforma in tal senso è necessaria e quantomeno auspicabile, anche se sbatte contro interessi forti e lobby consolidate.

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