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I toni giusti

18 Gennaio 2012 alle 15:00

Gara accesissima sui giornaloni italiani a chi è più efficace nel massacrare il comandante Schettino. Giornalisti di punta si contendono palma del migliore nel manifestare, in articoli durissimi, i loro disgusto e disprezzo per quest’uomo, che ha infangato l’immagine dell’Italia. Le colpe del comportamento di Schettino sono ormai evidenti, sulla base di ciò che è gia stato accertato. Anche considerando ciò, io mi chiedo se non si sarebbe dovuto e potuto trovare, almeno da parte dei giornalisti e commentatori “evoluti”, un modo di parlare di lui che, senza ovviamente alcun intento giustificativo o di attenuazione della gravità di quello che ha fatto, non avesse questa spietatezza, questo accanimento nell’umiliare un uomo il cui comportamento è gia così oggettivamente ed evidentemente umiliante di per sé. Innanzitutto perché mi sembra che questo non aggiunga nulla all’informazione, e alla possibilità di capire e ragionare sugli avvenimenti. E magari, ma capisco che questo sia un punto di vista molto personale e che può irritare qualcuno, anche ricordando che Schettino ha una famiglia. Non perchè la prima cosa a cui pensare non sia l’atroce sofferenza delle famiglie delle vittime, ma perché anche quella della moglie e dei figli di Schettino forse un minimo di attenzione, solo un minimo ci mancherebbe, lo merita, come credo ogni sofferenza. Per trovare quelli che per me sono i toni giusti ed equilibrati ho dovuto, guarda un po’, rivolgermi al mio amato Foglio e all’Elefantino, col suo richiamo tra l’altro al problema di uno concetto di onore che abbiamo perso come valore sociale e collettivo e delle responsabilità che molti, compresi forse alcuni degli inesorabili censori del comportamento di Schettino, hanno avuto in questo.

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