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L’"arte" di esagerare

17 Gennaio 2012 alle 12:00

Dopo Merkel anche il presidente della commissione europea, Van Rompuy, durante l’incontro con Monti, ha dichiarato che l’Italia "ha conseguito risultati straordinari". Ora,non per una posizione preconcetta verso l’attuale governo, perchè sarebbe sciocco, non mi sembra di vedere tali risultati. A parte la riforma delle pensioni, di novità particolari, almeno finora, non ve ne sono. La situazione dei tassi e dello spread non è cambiata di molto rispetto a prima, anche a prescindere dal declassamento di qualche giorno fa. Lo stesso Monti più volte ha detto che c’è una continuità col precedente governo, che già aveva intrapreso misure di contenimento del debito e qualche liberalizzazione. Il problema è che oltre a una certa dose d’ipocrisia da parte di Van Rompuy e di Merkel nel magnificare l’azione di governo, la vera questione è quella (come più volte sottolineato dal Foglio e da vari economisti) della banca centrale e anche, come scrivevano alcuni giorni fa Felli e Tria, di attuare una politica di alleanze con altri Paesi, come per es. con l’Inghilterra, per non rimanere nella logica di un’Europa a impronta tedesca. Quando, poi, si sente dire dai nostri politici, come Gasparri e Bersani, che l’Italia deve "battere i pugni sul tavolo", viene proprio da ridere, dato che nè Berlusconi si è imposto, nè Bersani l’avrebbe fatto se fosse stato al governo. E’ facile far chiacchiere e delegare ad altri compiti un po’ antipatici, assumersi in prima persona le proprie responsabilità invece è compito primario di chi vuol far politica.

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