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La Concordia e il Titanic

16 Gennaio 2012 alle 15:45

La richiesta di assunzione di responsabilità legali dovrebbe essere incompatibile con la richiesta di assunzione di altri tipi di responsabilità. In altre parole la responsabilità di fronte alla legge non può essere cumulata o condizionata da o con la richiesta di altre forme di rendiconti non legali. Il soggetto investito di responsabilità punite o sottoposte alla legge non può essere investito “anche” di altri tipi di responsabilità, commerciali o di risultato. La miscela risulta esplosiva. A chi vengono attribuite responsabilità legali non dovrebbero esserne attribuite altre di altra natura, che esulano da quelle inerenti le forme stesse per le quali egli potrà essere giudicato o perseguito dalla legge. Come possono essere quelle economiche e commerciali (il divertimento degli ospiti, in base al quale si chiede di fare “l’inchino” alle isole deviando dalle rotte di sicurezza) o le performances (il viaggio più veloce tra Europa e America in base al quale si trascurarono gli avvisi di icebergs, come sul Titanic). Sulle Costa a fine crociera viene fatto compilare un questionario molto meticoloso sul grado di soddisfacimento del cliente, del quale tutto lo staff dal comandante in giù è chiamato a rispondere davanti all'armatore. Non vorrei essere nei panni di quel o di quei comandanti. E la navigazione non è il solo ambito nel quale un soggetto è chiamato a scegliere quali prospettive rischiare riguardo se stesso, quelle per le quali potrà essere chiamato a rispondere davanti alla legge o davanti al datore di lavoro. La tutela delle responsabilità legali, la loro priorità e la loro non cumulabilità e non conciliabilità con altri tipi di responsabilità, dovrebbe essere rafforzata. Qualcosa va cambiato a livello normativo internazionale e non.

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