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Il Direttore scrive sul "Giornale" di ieri

16 Gennaio 2012 alle 18:45

“L’aria che tira è chiara. Riprendiamo a far casino, facciamo rimontare in modo confuso l’ondata protestataria, facciamo polpette del governo Monti, distruggiamo in cupa allegria il nuovo quadro, e poi alla battaglia, tutti uguali a come eravamo prima, e chi vivrà vedrà: l’inizio della tragicommedia lo fisseranno i sondaggi d’opinione” . Analisi spietata e perciò esatta. Cosa fare? “Invece Berlusconi può stupire gli italiani una seconda volta, diventare il padre nobile, e forte, di una nuova e definitiva stabilizzazione, proporre lui una fase di coesione nazionale, e praticarla in nome delle riforme di sistema e di un progetto per il futuro. Alla fine quel pazzo è un vecchio saggio, e ora può farsi avanti”. L’esortazione e il progetto sono coerenti. La domanda è, chi saranno quelli disposti a impegnarsi con lui? Non si tratta del consenso degli elettori. Si tratta di costruire un insieme di forze che possano scardinare l’italica maledizione che ci accompagna e, sornionamente ci recita: vincere le elezioni non dà al governo la condizione di poter governare. Permette solo di attivare circuiti consociativi, malleabili, variabili, ma sempre composti dai soliti ingredienti. Cioè perpetuare l’esistente. Il nodo nativo è l’incompatibilità, concettuale e politica, tra un sistema bipolare, comunque congegnato, e la Carta del 1947. Non esiste legge elettorale che possa annullare questo inghippo. Insistere in quella direzione è solo il pretesto per evitare di riformare la Carta. Superare questo impasse sembra far capolino anche nel Pd e in Fli. Il Cav potrebbe essere decisivo. Ma è difficile che gli lascino lo spazio per esserlo. Sarebbe utile un Cav-Mazzarino. Ma può convivere un Mazzarino nel Cav?

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