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Da RAI storia del Gennaio 2063, a cura di Kain Monti

13 Gennaio 2012 alle 20:00

Nel 2001, con la nascita dell’euro, si afferma il principio che non occorre uno stato per battere moneta, basta una commissione di non eletti, diretti dalla potenza maggiore del continente. Agli altri paesi spetta il compito a casa. La grande depressione iniziata nel 2008, vide il crollo di molte economie locali, quali Grecia, Italia e Francia che, nel 2015, divennero land tedeschi. Tecnocrati eroici, come mio nonno contribuirono non poco all’espansione del IV Reich. La commozione del nonno durante l’incontro di Berlino del gennaio 2012 sancì la devozione del futuro land italiano a Santa Merkel di Prussia. Il governo tecnico di Berlino, che s’instaurò nel 2014, dopo l’aggravarsi della crisi dell’euro, sospese elezioni in ogni land creando sommosse e tafferugli dovunque, tranne nel land italiano, ormai abituato a questi eventi, grazie ad una splendida e democratica costituzione. Alcuni banditi capeggiati da un giornale, ora soppresso, invocarono le urne e chiesero l’intervento degli inglesi e degli americani, che però non lo fecero. Molti di loro furono privati delle proprietà e deportati in Germania come minatori. Giuliano Ferrara, l’allora direttore del Foglio, si rifugiò a Londra, dove condusse una rubrica radiofonica clandestina titolata “Radio Londra”. Oggi lontani da quegli avvenimenti possiamo affermare che noi perieci mediterranei, siamo trattati molto meglio degli iloti greci. I treni circolano in orario e non ci sono scioperi o inutili referendum. La giustizia è molto celere; al giudice tedesco basta una sola udienza e risolve il caso. Le carceri sono luoghi sani e non sovraffollati, grazie alle nuove leggi che spediscono ai lavori forzati perfino chi mette in sosta vietata il mulo, unico mezzo di locomozione privata assegnato agli indigeni. Heil Merkel

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