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La crisi e l'instabilità politica

9 Gennaio 2012 alle 14:30

Dopo un inizio dell’anno sostanzialmente positivo, il differenziale Btp-Bund è arrivato a toccare 530 punti. Al riguardo ricordo che, giusto un anno fa, esattamente il 4 gennaio 2011, lo Spread era a 173 punti, con un debito pubblico grosso modo pari a quello di oggi. Pertanto lo stato italiano paga interessi passivi superiori al 7 per cento per i titoli a 10 anni. La situazione si fa insostenibile visto che l’ondata speculativa colpisce soprattutto l’Italia anche dopo le varie manovre varate. Detto questo, a mio avviso una delle ragioni della mancata fiducia del mercato nell’Italia è forse da ricercarsi anche nella particolare situazione politica. Ricordo che il governo Monti è retto da una maggioranza anomala. Per quanto abbia una vasta fiducia nel parlamento, i provvedimenti che vengono approvati “responsabilmente” dai partiti spesso vengono contestati, dagli stessi, fuori dalle aule parlamentari. Ora il governo Monti si appresta a varare delle riforme strutturali necessarie a favorire lo sviluppo. Ebbene, se non saranno da tutti i partiti pienamente condivise, potrebbero avere breve durata. E infatti nessuno può prevedere cosa possa accadere fra poco più di un anno quando si andrà alle urne. Non a caso il mercato ha fiducia dell’Italia solo a breve termine. Infatti i rendimenti dei Titoli di stato a scadenza di un anno si sono dimezzati rispetto al novembre scorso.

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