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A proposito di Grillo

5 Gennaio 2012 alle 08:00

Il terrorismo germogliato dal ‘68 e proseguito negli anni ’70 scaturiva dalla volontà di alcuni intellettuali di capovolgere il sistema; tra questi intellettuali e tra gli esecutori materiali delle loro idee nessuno era in stato di bisogno: contestavano dalla base il sistema capitalista. Il terrorismo che sembra in arrivo è dettato (o forse manovrato: è presto per dirlo) dalla disperazione di persone che vedono avvicinarsi lo spettro della povertà, da gente che non ha più niente da perdere, neppure la lucidità di ragionamento: se non l’ha già persa la sta perdendo. Questo vale per i futuri poveri di tutto il mondo, poveri ridotti in quello stato dalla speculazione finanziaria che, contrariamente all’ingordigia del “parun da li beli braghi bianchi”, non ha nessuna proiezione nel tempo ma ha come unico scopo parassitare nel presente il lavoro produttivo distraendo i capitali necessari allo sviluppo: producendo povertà laddove il “padrone” produceva ricchezza e lavoro che, grazie al contraltare sindacale, hanno portato sviluppo e benessere. Come tecnicamente possa realizzarsi non lo so ma vedo all’orizzonte una nuova rivoluzione francese di cui occupy wall street è la prima avvisaglia. E vedo chiaramente gli intellettuali che discutono sull’etica dei comportamenti con la stessa lungimiranza di chi, con la casa in fiamme, non apre ai pompieri perché non hanno suonato il campanello.

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