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Se son rose fioriranno. Altrimenti tempi mesti e grami

4 Gennaio 2012 alle 13:15

Marco Valerio Lo Prete, nel suo “Così ora Monti cerca di…”, ci racconta che il Presidente del Consiglio lavora per arrivare ad un risultato che ci dia respiro. Ottenere cioè che se i governi spendono soldi del contribuente in investimenti per rilanciare la crescita, non potranno essere applicate le sanzioni previste per lo sforamento del deficit e del debito. Intenzione comprensibile, in sintonia con la cultura consociativa ma, andando al sodo, ancora più Stato nell’economia. La riedizione, aggiornata, ora occorrerebbe il permesso dell’Europa, dell’IRI di Alberto Beneduce. Comunque la si pensi rimane il fatto che perché lo Stato possa finanziare la ripresa e la crescita, dato che con gli interessi attuali non si può finanziare alcunché, ma si rischia solo di aumentare il debito, non basta il placet della EU o di Angela che dir si voglia, alla proposta di Monti, occorre che si realizzi quella che il Direttore ha definito “l’unica cosa, la vera manovra”, cioè finanziare le banche con interessi dello 0,01%, ma potrebbe bastare anche lo 0,1%. Si innescherebbe un meccanismo a cascata che metterebbe a disposizione le risorse necessarie per la crescita, senza bisogno di ulteriori indebitamenti. Ma vorranno o potranno i due Mario, ammesso che siano concordi “sull’unica cosa”, far qualcosa di buono in quella direzione: l’interesse al 0,1%? Sarebbe bello se, perlomeno, lo volessero e s’impegnassero con convinzione in quella sfida. Se accadesse non mancherebbe materia di riflessione e, perché no, di onesta autocritica. Se! Se! Se! Sono tanti, troppi, i fautori del TTC (tutto tranne cambiare).

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