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Scarcerazione, che bello fare bene.

4 Gennaio 2012 alle 11:00

Abbiamo appreso che un mafioso è stato scarcerato perché un GIP ha costruito il suo provvedimento con il copia e incolla della richiesta del pm: siamo alle solite! Decenni fa fu scarcerata un'intera cupola perché il provvedimento di carcerazione era stato autenticato con un volgare timbro tondo di gomma, invece che con il nobile sigillo di Stato (di bronzo). Eppure all'epoca quest'ultimo era custodito gelosamente in cassaforte (donde veniva prelevato solo per sigillare i corpi di reato ed altro sequestrato, autenticare le schede per il casellario e qualche altra cosina particolare). Ma la Cassazione cominciava a prendere posizioni originali. Qualche anno fa ci furono scarcerazioni perché il giudice non riusciva a depositare la motivazione della sentenza e, dopo 8 anni, fu defenestrato dall'ordine: e su questa vicenda ho molti dubbi. Ora si libera per un copia e incolla: forse qualcuno non si è accorto d'essere entrato nell'era informatica! Una volta condiviso il parere del Pm, perché non copiarlo? Prima sarebbe costato fatica, oggi un clic... Certo, avrebbe potuto sostituire il termine Gip al famigerato Pm! Ma non appartengono alla stessa categoria? E anche per questo ho molti dubbi. Ma che dico: ho la certezza che si tratti di entità del tutto distinte, entità che appartengono ad un sistema sfasciato che andrebbe revisionato. E questo non è colpa dei magistrati, ma dei politici, che dovrebbero mettere mano al sistema legislativo e all'ordinamento giudiziario in particolare. Ed anche presto, perché una società senza giustizia non può sopravvivere.

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