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Sono allibito, anzi, apolide

3 Gennaio 2012 alle 21:45

Apertura dei negozi: su HPC mai questione ha causato tanti interventi, tante diatribe. Ma è mai possibile che in questo Paese il fatto che uno possa fare quel che vuole permettendo che anche gli altri facciano lo stesso debba trovare tanti sofisti scatenati? Ogni giorno che passa un dubbio mi assale sempre più prepotentemente: io, figlio di italiani, nato in Italia e residente in Italia sono italiano? Se la stragrande maggioranza degli italiani ha una cultura che mi è estranea posso dirmi italiano? Il mio non vuole essere un atteggiamento polemico né tanto meno supponente, credetemi, non è piacevole sentirsi estraneo nel proprio Paese ma se questa è la sensazione che si prova, è ipocrita nasconderlo. Non riesco a sentirmi parte di una cultura che contesta per partito preso ogni libertà di pensiero e di azione, una cultura in cui il cittadino contesta qualsiasi legge gli imponga degli obblighi e promuove qualsiasi legge imponga obblighi ad altri, totalmente incurante dell’interesse comune. Mi contestate che qualcuno è favorevole ai sacrifici imposti da Monti per il bene del Paese? Rispondetemi: se li avesse imposti Berlusconi avrebbero detto altrettanto? Allora mi domando, sono pronti a fare sacrifici per il Paese o contro il Governo precedente? “Right or wrong, it’s my country”, in italiano si traduce “Giusto o sbagliato è contro quello lì”.

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