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Arbeit macht frei

30 Dicembre 2011 alle 10:00

Camillo Langone ha ragione di ritenere che il lavoro femminile è civilmente inutile e familiarmente dannoso, ma dopo Auschwitz il lavoro è entrato nelle costituzioni democratiche come fondamento della libertà, cosicché quello che distingueva il signore dal servo,è divenuto uno status generalmente reclamato da uomini, donne e giovani, che dalla tenera età si accingono a diventare servi di quelli che oziano. In passato le donne erano esonerate dalla servitù del lavoro, ma dopo che hanno scoperto la dolcezza della indipendenza da quella domestica e amorosa verso i propri figli chiedono ai signori oziosi di asservirle alle magnifiche sorti del PIL nazionale . Così avviene come con le promozioni: "prendi due e paghi uno", e là dove un operaio monoreddito riusciva a sostentare la vita e gli studi dei suoi figli, ora non basta per coprire le spese di vitto e alloggio senza una seconda busta paga. La divisione dello stesso salario per due è vantaggiosa solo all'imprenditore che raddoppia la forza lavoro ceteris paribus: "sparti ricchezza e diventa povertà".Pensare che mai nella storia dell'umanità la società ha creato tanti posti di lavoro, ma il femminismo dimenticando che il lavoro per le donne è una parentesi bellica ha inteso emanciparsi dalla maternità, dall'allattamento e da tutto ciò che è la continuazione della specie; una donna in carriera aspira a divenire velina o ministra, non ammira Cornelia madre dei Gracchi, le donne extra-comunitarie non hanno dimenticato l'arte di figliare , né sbavano per il posto statale, educano una generazione forte, che ci soppianterà tutti.

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