cerca

I sacrifici

29 Dicembre 2011 alle 08:30

Ecco che cominciano a palleggiarsi il corpo putrefatto del debito sovrano. Il fiume di prestiti concessi dalla BCE alle banche dei vari stati torna alla BCE in forma di titoli pubblici, ricevuti in garanzia per aggirare i propri vincoli statutari, nella ricerca affannosa di una discarica di ultima istanza. Ma tutta l’ingegneria finanziaria di questo mondo non basta per mutare ciò che i titoli di stato sono, ovvero una grande ricchezza già spesa, una riserva di valore sottratta, un risparmio andato in fumo. L’inganno che ormai tutti i governi pensavano potesse perpetuarsi all’infinito del troppo-grande-per-fallire è stato scoperto dalle voragini americane ed europee. Ora sembra arrestarsi il volano del risparmiatore che presta contando su di un altro risparmiatore che poi certamente presterà qualcosa di più per rimborsarlo con gli interessi. La catena truffaldina che si rende improvvisamente visibile ai truffati stimola la fantasia dei truffatori che cercano di correre ai ripari con leve fiscali, monetarie, keynesiane, friedmaniane. Ma la realtà è una: quei soldi non esistono più, sono già stati spesi e per rimborsarli bisogna riguadagnarli. Chi li deve riguadagnare? Un popolo che ora dovrà rifare da zero tutto quello che era stato creato nel tempo. Ma per innescare un processo di crescita virtuoso non servono soldi svalutati o patrimoni requisiti. Per creare “materia” serve lo spirito di persone che hanno a cuore la vita propria e quella degli altri e per questi due beni sono disposte a sacrificare qualcosa, fosse anche un’idea inamovibile o una menzogna confortevole con cui si è sempre convissuto. Ecco, forse questi due sacrifici sarebbero ora più necessari di quelli escogitati dai maghi della finanza…

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi