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Ernesto Galli della Loggia, Corriere del 28 c.m, “La debolezza dei partiti”

29 Dicembre 2011 alle 13:00

“Ha ragione il presidente Napolitano: in Italia non c'è alcuna "democrazia sospesa". Chi lo dice non sa ciò di cui parla. Ma c'è, eccome!, una crisi gravissima della democrazia parlamentare: cioè di quella specifica forma di democrazia adottata sessanta anni fa dalla nostra Costituzione e che si sostanzia per l'appunto nell'assoluta centralità del Parlamento”. Poi continua:” Ma ciò non muta la sostanza: e cioè che l'equazione reale dei poteri pubblici italiani, il quadro dei loro rapporti effettivi, sono ormai lontani dallo schema disegnato nella nostra Carta costituzionale. Solo un cieco potrebbe negarlo”. Infatti. Forse occorrerebbe chiarire al Professore che se questo è potuto accadere, è proprio in virtù dell’impostazione dello schema nativo, costruito sull’assunto che quanto più l’esecutivo potesse essere condizionato dal Parlamento, tanto meglio sarebbe stato. La realtà racconta:”Chi semina vento, raccoglie tempesta”. La scoperta tardiva dell'acqua calda: la necessità di modificare la Carta è il sintomo più evidente del bradipo pensiero dei nostri intellettuali.

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