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L’intellettuale Giorgio Bocca

28 Dicembre 2011 alle 07:30

Non era un giornalista vero, ma uno schierato e come tale leggeva i fatti attraverso una lente d’ingrandimento miope. Credo che il compito di un giornalista sia di comprendere i fenomeni politici, e anche combatterli, ma sempre cercando di non superare una soglia invisibile che si chiama faziosità, e lui era oltre. Re Giorgio, che amavo moltissimo, e ora mi lascia perplesso, lo ha “celebrato” dimenticando chi era. E’ un uomo che ha contribuito in modo fattivo alla “guerra civile” insensata che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere. Ha gettato fango non solo su Berlusconi, ma su tutti noi che lo abbiamo votato e per risposta a tutto questo, anche noi guardiamo dall’alto al basso i sinistri d’ogni tendenza. Un bel risultato e lui ha contribuito ha piene mani; forse era il suo obiettivo poiché probabilmente non è mai uscito dalla gabbia mentale della guerra civile avvenuta nel 1943/ 45. Eppure noi sconosciuti che abbiamo votato prima Craxi, poi Berlusconi conosciamo bene gli errori che hanno compiuto e non abbiamo lesinato critiche ne all’uno né all’altro. Uno come Bocca poteva essere un maestro dell’altra parte, ma ha preferito essere un cattivo maestro.

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