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La morte di Giorgio Bocca e il giornalismo

28 Dicembre 2011 alle 12:35

A leggere i tanti commenti sul modo di fare giornalismo dello scomparso Giorgio Bocca si rimane davvero disorientati. C'è ad ogni modo la dimostrazione del ruolo importante di Bocca nel giornalismo del dopoguerra. Personalmente ricordo, da giovanissimo, la lettura dei settimanali della metà degli anni 60, dove, varie volte apparivano citazioni per Bocca e per Montanelli, che scrivevano sui rispettivi giornali, "Il Giorno" e "Il Corriere" d'inchieste e di argomenti di rilevante imporatanza, con posizioni contrapposte. Erano gli anni che mi avvicinavo alla lettura dei quotidiani e settimanali con il mondo del giornalismo che aveva davvero tanto fascino. Un mondo dove non mancavano le polemiche non solo nei riguardi dei politici, ma anche tra giornalisti di vaglia, con l'utilizzo dei cosiddetti "corsivi", il vero sale del giornalismo. Lo stesso dicasi delle inchieste fatte con tanto impegno o i servizi da "inviari speciali" dai vari fronti di guerra,quando non imperava il giornalismo "embedded". La mia formazione sui giornali di centrodestra di allora mi vedeva dalla parte opposta a quella di Giorgio Bocca, ma non per questo disdegnavo di leggerlo considerandolo in ogni un "giornalista di razza". Certo, debbo essere sincero, anche nella morte c'è differenza, quasi sempre, tra chi militava a sinistra e chi militaca a destra. Per quast'ultimi, anche giornalisti di razza, lo spazio dedicato è risultato quasi sempre minore e ,a volte, addiritura limitato ad una "breve". In ogni caso onore a Bocca, ma forse il mondo del giornalismo dovrebbe essere meno partigiano, senza pregiudizi ideologici nei riguardi di giornalisti o scrittori che hanno onorato la loro professione.

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