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Una nuova questione meridionale

27 Dicembre 2011 alle 09:30

Credo che la questione meridionale sia cominciata quando, con l'unità d'Italia, il Nord industriale, dinamico e produttivo si unì con uno Stato prevalentemente agricolo, quasi feudale che iniziava ad aprirsi alla “modernità” Si può discutere se la nascente industria del Nord non ci abbia messo del suo per eliminare la concorrenza che le sarebbe potuta derivare dalla nascente industria allocata al Sud, ma è certo che Napoli, capitale di un Regno, si vide in un attimo situata in secondo piano rispetto a Torino, Milano o Firenze. Sono passati giusto 150 anni e la ferita della questione meridionale è ancora aperta e purulenta. Ora l'Europa “Nord” sta chiedendo al “Sud” una serie di sacrifici per sanare le magagne che, indubbiamente, il Sud ha commesso e per le quali deve giustamente pagare pegno ma mi sembra che chieda sacrifici tali da rischiare di aprire una nuova questione meridionale, non più a livello Nazionale ma a livello Europeo. Mi sembra questo il pericolo della politica deflattiva che l'Italia sarà costretta a seguire per poter restare entro l'UE. Ma non converrebbe al ricco “Nord” investire qualcosa per aiutare il prodigo “Sud” pur di evitare uno scenario simile?

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