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"Prendete e bevetene tutti, questo è il mio sangue"

27 Dicembre 2011 alle 15:30

In Nigeria la messa di Natale è stata il vero sacrificio eucaristico. In quello incruento che si celebra su tutti gli altari del mondo l'ignoranza catechetica di molti cristiani porta a confondere l'atto liturgico con quello simbolico, il memoriale con la memoria dell'evento della salvezza. Nascita e morte di Cristo sono divenute ormai celebrazioni del suo compleanno e del suo funerale, sfugge al sedicente cristiano la consapevolezza che nell'offerta (thusìa) della vittima immolata dal sacerdote viene versato realmente il sangue del Figlio di Dio per l'espiazione dei peccati e che noi beviamo da quel calice veramente il suo sangue misteriosamente incruento per proteggerci dall'orrore che ne scaturirebbe, se si mostrasse con la truculenza del senso comune. L'oscurità di tale mistero fece sospettare ai pagani che i primi cristiani praticassero sacrifici umani. Ogni vero sacrificio è cruento olocausto, ogni vittima animale o umana è offerta per lustrare col sangue il peccato del mondo; Cristo versa realmente sangue sull'altare, l'Europa civile dimentica della potenza del sacro esprime cordoglio, misura l'evento con le costituzioni civili, si ingorda nel trogolo dei diritti umani, ma S. Paolo aveva ammonito che i cristiani sono la spazzatura del mondo. Non compiangiamoli, ma imitiamoli, perché la Chiesa è fatta da martiri, non da dottori. Costruiamo altari sulle loro tombe, non accusiamo i loro assassini; Caino, come Giuda, come i terroristi sono anch'essi prefigurati nella mente di Dio per la gloria dei suoi santi. Non facciamo loro il coccodrillo, preghiamoli e supplichiamoli,perché come a Orvieto anche nella desolata Nigeria è avvenuto un miracolo eucaristico: "preziosa è agli occhi di Dio la morte dei giusti". Non compatiamo quel legno verde ingiustamente scorticato, compiangiamo piuttosto noi stessi, sterili figli e figlie di Gerusalemme, legno secco già pronto a essere gettato nel fuoco.

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