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Ci mancherà

27 Dicembre 2011 alle 13:30

Giorgio Bocca non credo che ci mancherà. Del resto, ormai da tempo era un giornalista d'antan, così impresentabile nell'Italia addomesticata di oggi. E' improbabile che tipi così siano destinati all'immortalità: tutti quelli che oggi dicono belle parole su di lui, a cominciare da Napolitano, se ne erano già scordati da un pezzo, e in vita (quando era in forma, si intende dire) lo detestavano di sicuro. L'uomo era fin troppo contraddittorio, e questo ne faceva un esemplare curioso in un paese in cui l'essere contraddittori è spesso inteso come essere incoerenti. Si firmava l'anti-italiano: in realtà era italiano fino al midollo, e di questa Italia sgangherata aveva incarnato tutto: il fascismo, il razzismo antisemita, la lotta civile, e su su fino all'antiberlusconismo quasi paranoico. Aveva avuto dei torti bestiali, come quello di sentirsi non si dice vicino ma neanche troppo lontano dalle Br, e di aver assecondato la follia dell'anti-calabresismo e del luogo comune della strage di stato. Scriveva senza documentare le sue affermazioni, anche quelle più paradossali, e in questo non descrisse l'Italia ma se stesso in Italia. Di gente così non ne nascerà più, e forse è un bene: ma, comunque, non riusciamo a considerarlo né un avversario né un sodale. Ci somigliava: per questo, forse, non ci mancherà.

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