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Fata nolentes trahunt

24 Dicembre 2011 alle 17:00

Bisognerebbe dire la verità alle nuove generazioni: che storicamente la guerra è stata un'igiene per il riequilibrio demografico dei popoli. Nel contrasto tra vecchi e giovani la guerra è stata occasione per gli uni di conquistare territori e per gli altri di liberarsi dalla pressione delle generazioni forti orientandole alla espansione territoriale(crescita?). Non che la cosa procedesse secondo una deliberazione cosciente ma seguiva l'impulso naturale animale, che non tollera la concentrazione demografica su un territorio privo di risorse. La guerra o la colonizzazione sono state le due forme storiche per spurgare le città dalla oppressione demografica. La tecnica ha consentito in tempi moderni di risolvere gli equilibri tra demografia e risorse di un territorio consentendo la crescita non lineare ma esponenziale della città, che si è elevata nelle dimensioni delle metropoli moderne, ma la tecnica non può provvedere a una crescita infinita. La globalizzazione non è uno strumento idoneo a risolvere le frizioni generazionali, perché fa ritornare il conflitto sotto forma finanziaria dei mercati.Dall'ultimo conflitto ad oggi si sono sovrapposte tre generazioni mantenute a spese del debito pubblico, che ha garantito la pace in Europa fino a questo secolo. Decidere ex abrupto che bisogna rientrare (come fanno le banche con le aziende) significa condannare le nazioni al fallimento. A differenza-però- delle imprese, che possono chiudere e riaprire, queste non troveranno altro davanti a sé che la scelta tra la vita e la morte, che è la soluzione apocalittica della guerra. La profezia Maja del 2012 fa forse riferimento a tale inconsulto processo della storia?

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