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La novità del governo Monti

23 Dicembre 2011 alle 09:00

L’On. Formica è spiazzante quando afferma che il governo Monti è una novità istituzionale. Il fatto, ad esempio, che sia sganciato dai partiti, anche europei, semmai dimostra che è un’anomalia. Arriviamo al governo tecnico, e non è una novità, per il collasso del sistema politico, da qui il termine “sospensione della democrazia”, che esprime bene la fase attuale. A mio parere siamo in una fase paragonabile, con i dovuti distinguo, all’immediato secondo dopoguerra italiano. Allora le forze politiche produssero l’attuale carta costituzionale e ossessionati com’erano dal ritorno della dittatura, immisero norme istituzionali e articoli costituzionali atti a deprimere l’aspetto decisionale visto come un ritorno al fascismo. E’ sempre più diffusa l’opinione che la politica non è il mezzo per risolvere i problemi, poiché da vent’anni a questa parte li crea, i problemi. Mi ritrovo nell’affermazione che siamo ad un bivio cruciale e che la democrazia può involversi o evolvere. Il governo tecnico, dovrebbe, a mio modo di vedere, politicizzarsi oltre misura e proporre alle forze politiche una nuova carta costituzionale, questa volta aderente alla realtà interna ed esterna il paese. Abbiamo due ottimi esempi rappresentati dal sistema Francese e quello Spagnolo che garantiscono governabilità e rapidità decisionale essenziali per non sprofondare nel Mediterraneo. Tutte le migliori intelligenze dovrebbero adoperarsi per uscire da questa situazione in particolare “Re Giorgio”, che gode d’ampio consenso popolare. Una sua prolusione sulla necessità di modificare la costituzione obbligherebbe i partiti a seguirlo, pena l’essere additati come irresponsabili.

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